Kal
giovedì 27 luglio 06 - via XX settembre
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Essere un Gypsy del 21 secolo in Serbia significa inoltrarsi in un potenziale campo minato
a livello culturale e sociale-
Attualmente nessuno si comporta come una guida sincera attraverso il caos della storia,
dei miti, delle tradizioni, del pregiudizio e dell’orgoglio di comunità quanto I Kal di Belgrado.
I Kal sono una giovane band, con un atteggiamento rock'n'roll, alimentato con suoni dance e radicato
nel blues balcanico. Nel loro spirito, nell’immaginazione e nella capacità di mescolare tra di loro
suoni disparati e nel rifiuto di suonare seguendo le regole del folk,
I Kal si distinguono sia come parte della tradizione balcanica sia come attivisti culturali Rom del 21 secolo.
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L’identità Kal riporta il suo orgoglio razziale ancora etnicamente inclusivo, portandolo
avanti mentre abbraccia il tesoro degli ultimi cento anni di lungo drom (lunga strada),
una cultura determinate ad operare come paritaria nella sempre evolventesi nuova Europa
che noi tutti condividiamo.
Mentre i nostri tempi post-moderni, poliglotti posso trovar utilizzati termini come “impegno" e "missione",
I fuori moda Kal sono una band che desidera fare la differenza.
Kal la parola Rom per "nero" erano formati dai fratelli Ristic, Dushan e Dragan, per affrontare
i pregiudizi e clichés che presentano I Rom. Dragan, un prduttore di teatro che ha allestito
il teatro di gruppi Rom a Budapest e Belgrado, e Dushan, un pittore, desideravano usare Kal
per mescolare le influenze della musica tradizionale balcanica Gypsy con le musiche contemporanee
che ascoltavano mentre vivevano a Belgrado e Budapest.
I Ristics crebbero nella Serbia centrale, figli di Sreten Ristic, un maestro di scuola
("nostro padre era il primo insegnante apertamente Roma a laurearsi in un istituto per insegnanti")
che suonava pure: questo album è dedicato a Sreten.
I loro genitori beneficiarono degli sforzi del presidente Tito per includere maggormente i Rom
nella società yugoslava e incoraggiarono Dragan e Dusan a prendere l’orgoglio nella loro eredità
mentre ricevevano un’educazione. In questo continuano: ogni estate dirigono la scuola estiva di Amala
(www.amala.com), che in due settimane si riunisce nel loro villaggio natale a Valjevo dove arrivano
studenti da tutto il mondo per imparare la lingua Rom, la music e la storia.
Ho incontrato precedentemente Dragan nel suo appartamento nel degradato complesso urbano della nuova
Belgrado. La mia visita coincise con la registrazione di Dragan di una sessione per questo album
nel suo studio casalingo. Mentre facevamo pausa per le sigarette e Il caffè lui spiegò la sua filosofia
musicale: "Oltre a legende come Saban Bajramovic molte poche persone in Serbia suonano musica
Gypsy nel modo tradizionale. La maggior parte usa la tastiera elettronica,
che è una maledizione per la musica balcanica.
I nostri avi da parte di padre hanno sempre fatto musica, per secoli hanno girato il mondo suonando
per matrimoni, funerali, battesimi, così noi sentiamo che stiamo continuando questa tradizione.
Ma non stiamo vivendo nel passato. Ammiro Manu Chao, come mixa insieme le cose e si diverte col suono.
Sono una persona urbana, appartenente al mondo moderno, che va ai rave, così mixare il tradizionale e
l’urbano è il miglior modo di presentare la nostra cultura."
Per il loro primo album internazionale, Dragan rimodellò lo schieramento della band e spines ai
limiti ciò che una band del 21 secolo con radici Rom può raggiungere. Registrato con un misero budget
nello studio malandato a casa di Dragan questo brillante, intuitivo album sposta l’anima gypsy
nello cyber spazio.
Per riuscire a raggiungere questo mix Kal impiegò Mike Neilsen per mixare, arrangiare, trovare suoni
e produrre l’album. L’esperienza di Neilson comprende ogni cosa, dal mixaggio del suono dal vivo di
Dizzy Gillespie attraverso il lavoro con i musicisti maori e turchi per produrre/costruire Underworld,
Jamiroquai e Natasha Atlas.
"La prima volta che Dragan mi suonò i suoi demo dell’album ero atterrato dalla combinazione dei cantanti
e delle strumentazioni, come tutto suonasse fresco e rinvigorito," dice Nielsen. "La musica di Kal ha
un sentimento positivo; ogni canzone mi faceva sorridere. Dragan mi voleva spiegare cosa I cantanti
stessero cantando. In una canzone la donna canta di come lei desideri avere ali per volare via e trovare
suo marito. E il coro va "Oh mio caro, oh mio caro". Pensavo che fosse grande.
La visione di Ristic di come Kal abbraccia la musica Rom del 21esimo secolo è generosa:
ritmi bhangra sostengono una canzone, un violino danza intorno ad un ritmo two-step suonato su doppio basso,
una piangente chitarra d’acciaio hawaiiana si sposta a tempo di walzer, un accordion nutre sapori di tango,
il rock montenegrino satirizza su Rambo Amadeus portando un singhiozzato rap mentre le voci graffianti
di Zumrita Jakupovic, Adil Maksutovic e Dragana Berakovic prestano sensuali qualità alle canzoni. "
Con quest’album Kal vuole dar esempio ai giovani musicisti Roma dei Balcani che si può essere moderno
e tradizionale allo stesso tempo. Molti giovani Rom stanno facendo cazzate pop perchè la società dei
Balcani, specialmente quella serba, ha permesso, dopo il collasso del comunismo, di dominare al più
basso commune denominatore. Molti musicisti compromettono la loro musica perchè non possono immaginare
che qualcuno voglia ascoltare altro che turbo spazzatura. Spero di aver dato esempio
ai giovani musicisti Rom che l’uso del suono può essere fatto restando federal alla cultura
e alla musica Rom " dice Dragan.
Una curiosità : il 25 luglio i Kal suonano a Pordenone in Piazza XX Settembre, il 27 luglio a lavagna in via... XX settembre!
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Guardali!
Video (Dvojka)
Ascoltali!
Il cd è in vendita su cdroots
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MP3 (Duj Duj)
MP3 (Dvokja)
Links
http://www.asphalt-tango.de/
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