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Angelique Kidjo
Benin

Mercoledì 12 Agosto 2009 - piazza Marconi

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Con DJIN DJIN, il suo nuovo album, Angelique Kidjo torna a casa. La cantante, vincitrice di un Grammy quest’anno (Best Contemporary World Music Album) , molto celebrata, autrice e performer, comincia la sua carriera nel porto del villaggio beninese di Cotonou, all’età di sei anni. I disordini politici del suo paese la portano a Parigi, la capitale della world music, e infine a New York City, dove ora risiede. La sua potente voce, la presenza di scena e la sua profonda conoscenza di svariate culture e lingue le hanno fatto guadagnare il rispetto dei suoi colleghi e le hanno fatto guadagnare consensi oltre ogni confine. Ha anche conquistato il mondo dei movimenti umanitari, che colgono la passione nelle parole delle sue canzoni, e si dedica da lungo tempo a lavori di beneficienza globale.

Kidjo ha viaggiato lontano e ha affascinato il pubblico di innumerevoli palchi, parlando per conto dei bambini come volenterosa ambasciatrice dell’UNICEF. Ora con DJIN DJIN e il ritorno alle sue radici musicali, Kidjo ha veramente chiuso il cerchio della sua vita portando artisti internazionali nel mondo musicale del suo paese d’origine.

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Da bambina, Kidjo ebbe un colpo di fulmine nel vedere la copertina dell’album di Jimi Hendrix, che la portò a seguire le radici africane della musica statunitense, brasiliana e caraibica. I risultati furono i tre album nominati ai Grammy, OREMI, BLACK IVORY SOUL e OYAYA.. Con DJIN DJIN (si pronuncia “gin gin”), Angelique Kidjo ritorna al soul del Benin – e, per la prima volta, lo condivide con un cast stellare di ospiti, in un matrimonio di culture che ha un significato ben più ampio della sola musica. Ispirata dalle tradizioni e dalla cultura del Benin, Africa dell’Ovest, il titolo dell’album si riferisce al suono della campana che saluta l’inizio di ogni nuovo giorno per l’Africa.

La diversità rappresentata da Alicia Keys, Peter Gabriel, Josh Groban, Carlos Santana, Joss Stone, Branford Marsalis, il produttore Tony Visconti, e gli altri che hanno contribuito a DJIN DJIN impartisce la lezione di questo progetto: per tutte le differenze nella musica del nostro tempo, il fiume dell’Africa scorre attraverso tutto.

La chiave è stata costruire DJIN DJIN su basi beninesi. Il battito del cuore, quindi, viene dai percussionisti Crespin Kpitiki e Benoit Avihoue, entrambi membri della Gangbé Brass Band del Benin. I dettagli dell’eredità ritmica del loro paese, in alcuni casi specifica di alcuni villaggi, nutrono i ritmi che accompagnano l’album.

A questo mix, Kidjo invita musicisti le cui basi fanno da complemento all’idea di DJIN DJIN: il batterista Poogie Bell, conosciuto per il suo lavoro con Erykah Badu e Chaka Khan; il mago della tastiera funk Amp Fiddler, i cui crediti includono Prince e George Clinton; Larry Campbell, il cui lavoro multi strumentale ha fatto da cornice alla musica di Bob Dylan, Emmylou Harris e Paul Simon; il bassista senegalese gigante Habib Faye, fisso al fianco di Youssou N’Dour; il chitarrista Lionel Loueke, dalla leggendaria band jazz di Herbie Hancock; Romero Lubambo, una meraviglia brasiliana i cui cerditi includono Diana Krall e Dianne Reeves; Joao Mota, dalla Guinea-Bissau e il maestro di kora Mamadou Diabate.

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